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Periodico D'Informazione - anno X n° 4 (Gennaio - febbraio 2001) Direttore Salvatore Congedo - Dir. Resp. D. Giuseppe Sacino Redazione Parrocchia San Nicola V. Via Pozzi Dolci - 73040 Aradeo - Tel 0836 554127 - Tel e fax. 0836 551684 - e-mail jconge@tin.it Autorizzazione del tribunale di Lecce n. 518 del 24.01.91 |
In questo numero hanno collaborato:
Don Antonio Resta, don Antonio Congedo, Nicola Apollonio, Ugo Balena, Michele Bovino, Giuseppe Manco, Luigina Manta, Pietro Mariano, Florio Santini, Virgilio Stefanelli, Cristina Teco, Comune di Aradeo, Comunità Gesù Risorto, Scuola Elementare di via Togliatti,
"La Carità non tiene conto del male ricevuto" (1 Cor 13, 5)
Il titolo del Messaggio del S. Padre per la Quaresima del 2001
è un concetto che il Papa richiama ancora una volta per il "tempo favorevole" che, soprattutto i cristiani, sono invitati a vivere in preparazione alla Pasqua. Questo "rappresenta per i credenti l'occasione propizia di una profonda revisione di vita".
La Quaresima, nella Liturgia della Chiesa, viene chiamato anche "tempo forte", un momento dell'anno, cioè, per dirla ancora con il Papa, da considerare come "un provvidenziale dono del Signore ed una preziosa possibilità per avvicinarsi a Lui, rientrando in noi stessi e mettendosi in ascolto dei suoi interiori suggerimenti".
Lo spunto per un cammino di conversione è dato coglierlo, e il Papa lo fa puntualmente, nel filo conduttore del Vangelo di S. Luca. L'evangelista presenta Gesù "in cammino verso Gerusalemme" e invita i suoi discepoli a seguirlo.
Gerusalemme, nello svolgimento del discorso di Luca, non rappresenta solo un luogo geografico, ma soprattutto un luogo teologico: è lì, infatti, che Gesù dovrà compiere la sua missione di salvezza.
Sulla stessa falsariga del cammino di Gesù deve essere quello del cristiano, scandito da diversi momenti e che, come quello del Maestro, deve conoscere la sua "Gerusalemme".
E' l'invito costante che ci raggiunge sempre, ma che diventa ancora più pressante nel periodo di tempo che stiamo per iniziare a vivere.
Non è facile il percorso, tanto più che è tutto "in salita": "Ecco, noi saliamo a Gerusalemme" (Mc 10, 33). E' facile opporvi resistenza o accusare... il fiatone per un sentiero tutt'altro che agevole.
Non c'è bisogno di una particolare perspicacia per una "diagnosi" dell'attuale situazione: l'esperienza della preghiera "vissuta in modo piuttosto superficiale, così che la Parola di Dio non incide sull'esistenza. Lo stesso sacramento della Penitenza è ritenuto da molti insignificante, e la Celebrazione eucaristica domenicale soltanto un dovere da assolvere".
Tutti temi e motivi che "provocano" il comportamento del cristiano e interpellano il nostro stesso "esserlo".
Ma c'è un tema che il S. Padre richiama e segnala come impegno particolare per questa Quaresima e che si celebra a ridosso della chiusura dell'anno giubilare: sono le parole del Vangelo di S. Luca: "Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano" (Lc 6, 27).
L'osservazione del Papa, a commento, realisticamente, non può non essere quella che riguarda la nostra reazione a questo comandamento cristiano. E' naturale, si potrebbe dire, che, davanti a un'offesa si scatenino i "meccanismi psicologici dell'autocompassione e della rivalsa, ignorando l'invito di Gesù ad amare il proprio nemico".
Ma è proprio questa la strada da percorrere o non, piuttosto, l'altra del perdono e della riconciliazione come presupposto irrinunciabile "per porre in essere un reale rinnovamento personale e sociale"?
Lo sguardo del Papa si allarga in primo luogo all'orizzonte universale dove è facile constatare di quali tragiche conseguenze siano stai apportatori "i numerosi e tragici conflitti che dilaniano l'umanità...".
Chi non auspica e desidera la composizione pacifica di tanti conflitti con il superamento delle divisioni, dei contrasti e delle lacerazioni che ne sono purtroppo la logica conseguenza? Chi non aspira a "una coesistenza pacifica tra individui e popoli"?
Ebbene, la via da seguire, e non ce n'è "un'altra", è quella del "perdono ricevuto e offerto". "Amare chi ci offende disarma l'avversario e può trasformare in un luogo di solidale cooperazione anche un campo di battaglia".
Logicamente, lo sguardo all' "universale" potrebbe distogliere quello relativo al "particolare", un alibi per scaricare sul "sistema" o sulle grandi responsabilità politiche situazioni che ci riguardano personalmente. Sarebbe la scorciatoia più facile e più comoda per la scelta di una deresponsabilizzazione rassicurante.
Ma, sottolinea il Papa, è "una sfida, questa, che concerne le singole persone ... Interessa in modo speciale le famiglie".
Proprio perché la via del perdono e della riconciliazione non è la più facile da percorrere, si richiede un impegno interiore di conversione che si richiama alle parole e all'esempio di Gesù: "il cristiano deve fare la pace, anche quando si sente vittima di chi l'ha ingiustamente offeso e percosso".
"La carità non tiene conto del male ricevuto" (1 Cor 13, 5): un invito quaresimale che guidi ad approfondire la portata di questa affermazione e di cui la "colletta" che si fa durante questo tempo dovrebbe significare un "farsi carico con sollecitudine solidale della miseria presente nel mondo".
L'invocazione a Maria, Madre della Misericordia, che conclude il Messaggio, mai come in questo caso, non è un semplice rituale, ma richiesta di una sua protezione "sul cammino quaresimale dell'intera Comunità dei credenti...".
"Dio perdona tante cose per un'opera di misericordia!" (Manzoni).
Don Antonio Resta
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Il concerto pianistico di Lara Escelsior
Musica, emozioni e sentimenti
Il Concerto pianistico che la nostra concittadina Lara Escelsior ha tenuto nella Chiesa della SS. Annunziata in Aradeo, è uno di quegli eventi che invita a diversi ordini di riflessione. Noi ci limiteremo a cogliere le connessioni che intercorrono tra l'estetica musicale e la teologia. Il grande teologo Hans Urs von Balthasar ha pionieristicamente parlato di una Teologia della Bellezza. Dio è Bellezza. Dio è Ordine. Dio non può andare d'accordo con il disordine. Come ci ricordava recentemente don Giuliano Santantonio in un Ritiro Spirituale, tutto il Vangelo di San Luca è attraversato dal pensiero del bello, della gioia. E' la bellezza che salverà il mondo. Proprio in sintonia con tutto ciò si colloca il mare di emozioni e di sentimenti che evoca l'ascolto d'una musica che laddove rispecchi realmente l'armonia del creato, riporta l'uomo alle giuste proporzioni e all'autentico rapporto con Dio. Le note musicali che Lara Escelsior conosce a memoria e ripercorre con una naturalezza di tocco che stupisce l'ascoltatore, pongono in immediato contatto con l'infinita variazione di emozioni e sentimenti che fanno dell'anima dell'uomo il luogo in cui abita Dio. L'ascolto dell'armonia della musica che rispetta l'ordine della creazione e ne evoca quasi in maniera simbolica l'andamento più misterioso, trasporta l'ascoltatore su territori di alta spiritualità. Gli fa assaporare nell'istante in cui il suono giunge all'orecchio e al cuore, quanto grande sia il nostro Dio, che ci ha donato la possibilità di colloquiare con lui mediante le creature. E' un inno di lode che riporta alla immediatezza di linguaggio di S. Francesco d'Assisi, il Giullare di Dio. Lara Escelsior sin da bambina ha avuto il dono della scioltezza nell'esecuzione di brani musicali al pianoforte. La sua mano che anima la tastiera è capace di una danza delle dita straordinariamente efficace e passa dal pianissimo al forte con una naturalezza che è frutto oggi di uno studio che su di lei ha efficacia immediata. Dio da' i doni alle sue creature perché esprimano un inno di lode a Lui. Accettando l'invito del Comune di Aradeo (Assessorato alla Cultura) di dare il suo concerto nella Chiesa della SS. Annunziata, le cui strutture architettoniche restaurate sono l'eco della bellezza divina, Lara Escelsior si è posta sotto la protezione di Maria, la più bella delle creature, Colei che rimane con tutti noi per condurci al Figlio Suo Gesù Cristo, Colui che è, che era e che viene.
Pietro Mariano
L'Acqua della Salvezza
Il 21 gennaio scorso, si è tenuto in Aradeo il 1° Congresso Diocesano della Comunità Gesù Risorto, una realtà carismatica presente e operante nel nostro paese da circa 18 anni e, come ha ricordato il nostro Parroco Don Luigi Lega, perseverando nella preghiera, nel silenzio e nell'obbedienza, svolge catechesi ai bambini, visita le famiglie diffondendo la preghiera di lode e annunciando ai lontani la Buona Novella.
La giornata di preghiera si è svolta nell'aula consigliare del comune, messa a disposizione del Sindaco, che ha accolto più di trecento fratelli provenienti da tanti comuni della nostra regione.
Il tema centrale dell'incontro è stato: "Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza…" (Isaia 12,3) sul quale è stata elaborata un'ampia riflessione dai responsabili della Comunità. Il ritiro si è concluso solennemente con la celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro vescovo S. E. Mons. Domenico Caliandro, il quale ha incoraggiato la Comunità nella sua opera di apostolato.
Attualmente il Signore sta accompagnando questa evangelizzazione con molte conversioni e guarigioni spirituali: matrimoni in crisi che riscoprono la forza del Sacramento, le inimicizie e le rivalse che scaturiscono dai tanti litigi e alterchi scompaiono per la potenza guaritrice della preghiera. In molte famiglie non si bestemmia più e figli lontani ritrovano la strada del ritorno.
Veramente il Signore compie meraviglie!
I giovani scoprono la gioia di lodare Dio con canti, strumenti gioiosi e inni spirituali; battendo le mani e danzando per il Signore, comprendono che tutto il loro essere esulta e loda il Creatore. Ancora in Comunità, si scopre l'amore dei fratelli e per i fratelli; attingendo l'acqua dello Spirito, alla Fonte inesauribile che è Gesù, si abbattono le barriere che tengono separati i figli di Dio e, da sconosciuti ed estranei, ci riscopriamo vicini e bisognosi gli uni degli altri. L'acqua dello Spirito con cui ci stiamo dissetando è quell'acqua per la vita eterna di cui Gesù parlò alla Samaritana e, come un fiume in piena, si riverserà su chi ancora non conosce l'amore di Dio.
Nessuno si senta escluso dall'abbeverarsi a questa sorgente in modo che ognuno possa dire come la Samaritana: "Signore, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete…" (Gv. 4,15).
Comunità Gesù Risorto
del Rinnovamento Carismatico Cattolico
Salento e Salentini
Un monumento della nostra diocesi da salvare:
La Chiesa dell'Incoronata di Nardò
Chi si appresta a visitare la cittadina diocesana di Nardò, può scorgere la grazia imponente dei monumenti storici che abbelliscono il centro urbano e suggestionano il passante incuriosito. Grandi e piccole chiese, dalla più antica arte leccese a quella più contemporanea e nuova, sorgono qua e là lungo le vie del paese; obelischi e palazzi risalenti alle età più svariate si innalzano nel mezzo delle piazze lastricate di selce e agli incroci cittadini. Ma se il percorso ti conduce all'esterno, lungo la via per Gallipoli e nella direzione per le già rinomate località marine di Santa Caterina e Santa Maria al Bagno, non potrà sfuggirti di ammirare la Chiesa dell'Incoronata, stupendo monumento dell'arte salentina del sec. XVII.
L'edificio, attribuito alla scuola del magister Giovanni Maria Tarantino, fu innalzato sul luogo in cui era una piccola cappella raffigurante la Vergine nell'atto di essere incoronata dal figlio Gesù. La Chiesa che, oggi versa nel degrado architettonico ed ambientale, attente impaziente di essere restaurata e restituita in tutta la sua primordiale bellezza al popolo neretino e a quello di tutta la sua Diocesi.
Nel 1998, in occasione del ripristino dell'antica Cavalcata Storica a Nardò, il nostro vescovo E. Reverendissimo Vittorio Fusco chiamato al cielo nell'anno medesimo, aveva ordinato l'apertura dell'Incoronata per alcuni giorni.
E' improcrastinabile il recupero dei beni culturali posti sul demanio pubblico, espressione dell'identità storica del Salento e di noi tutti. Non possiamo rimanere indifferenti dinanzi a così tanto pregevole patrimonio artistico e culturale, che in un certo senso ci appartiene.
Giuseppe Manco
I vecchi
I vecchi hanno lunghi momenti d'immobilità, meditano. A vederli così distaccati, non comunicanti, sembrano anticipare l'idea del definitivo riposo. Mi seggo sotto il prezioso gazebo della mia felice estate e penso, senza muovermi, senza parlare con nessuno.
Penso a che cosa? In verità a nulla, eppure penso. Penso a ciò che non feci, che avrei potuto fare.
Guardo un punto in mezzo al verde che mi circonda, lo fisso e godo di tutta l'immobilità possibile ad un vivente, che intenda concentrarsi appunto sul vivere.
E' un modo di sentirmi vivo, di vedere ciò che non è più, eppur c'era. Sembra ch'io preghi, sembra ch'io rimpianga, sembra che veda l'invisibile; invece, nulla di tutto questo. E' l'immobilità totale, è il sentirmi annullato nella globalità dell'essere circostante che m'interessa, che mi appaga, che mi fa riprender fiato dopo tante corse…
Disteso in quel totale riposo che allude e, tuttavia, mi fa un bene inatteso, esisto con la massima intensità possibile, medito circa il mio esser ancora vivo e più che mai sensibile: attentissimo, concentrato in quel silenzio immobile che io stesso mi offro. Non so nemmeno se batto gli occhi, non mi sento respirare, eppure sono intensamente sveglio
come non .mai. Forse sto pregando; però a modo mio; senza canti né cori.
Il punto che fisso nel verde non si muove; meglio, tutto intorno a me non si muove, anche se mi giunge una specie di alito sottile dalle piante circostanti, anzi, dalla natura intera che con discrezione aggiunge il respiro del suo silenzio al mio singolo!
Credetemi, quando i vecchi se ne stanno immobili sulla loro sedia, non sono, come sembrerebbero, assenti; no, no, ci sono più di sempre. Si ascoltano vivere e basta; che altro dovrebbero fare, dopo una lunga vita? Secondo me, si preparano a tranquillamente partire. Non è, come sembrerebbe, stanchezza; è una speciale concentrazione psico - fisica, della quale soltanto loro sono capaci. A me capita spesso e mi piace assai; solo che qualche volta provo uno strano freddo sulle spalle. Allora devo muovermi e il tempo che passa, quello che poco prima "sentivo" grazie alla suddetta immobilità, purtroppo sfugge al mio controllo. E' come se un solista, in pieno concerto, perdesse il ritmo della sua sonata. Un attimo; il normale ritorna con inesorabili regole. La mia immobilità viene interrotta da rumori, da voci, che più niente hanno del mistico, privilegiato silenzio del mio magico giardino.
Florio Santini
I frutti della Grazia
Le Virtù
La Speranza è la virtù teologale che ci rende capaci di attendere la vita eterna, secondo le promesse fatte dal Signore. La speranza è fondata sulla fede di Dio, sulla certezza delle sue parole e sulla bontà e paternità divina.
Vi è la speranza naturale o umana e la speranza soprannaturale o divina.
Il contadino che spera un buon raccolto, lo scolaro che spera di essere promosso, hanno una speranza naturale, umana, perché hanno il desiderio di ottenere cose umane con umane industrie. La speranza, virtù soprannaturale, è invece quella che ci viene infusa da Dio nel Battesimo, insieme con la fede. Dio ci fa conoscere le verità ed il Paradiso; con la virtù della speranza, ci mette nell'anima una forza o inclinazione, con la quale ci muove a desiderare e volere il Paradiso e tutto ciò che serve a raggiungerlo.
La conquista del Paradiso, però, non è subordinata solo alle nostre opere buone, ai nostri meriti; essi, da soli, non hanno il valore di farci acquistare il Paradiso. Ma Gesù Cristo, patendo e morendo sulla croce, ha acquistato dei meriti di un valore infinito, e li ha ceduti a noi.
Noi, unendo i meriti delle nostre opere buone ai meriti di Gesù Cristo, diveniamo degni del Paradiso.
Due sono i peccati contrari alla virtù della speranza:
a) la disperazione di salvarsi, che nasce dalla mancanza di fiducia in Dio. Giuda morì disperato, impiccandosi ad un albero. Se avesse chiesto perdono, lo avrebbe ottenuto, come l'ottenne S. Pietro, pur avendo rinnegato il Maestro per tre volte.
b) la presunzione di salvarsi senza meriti: è il peccato opposto e consiste nella illusione di salvarsi senza compiere le opere buone;
è un grave peccato, che acceca la mente e cancella la stessa speranza soprannaturale.
Alimentiamo la virtù della speranza, pensando spesso a Gesù Crocifisso, che è morto proprio per salvare l'umanità e aprire le porte del cielo. Speriamo nel Signore e non saremo confusi in eterno.
Cristina Teco
Inaugurata La nuova stazione dei carabinieri
Un giorno di festa per Aradeo
L'intervento del sindaco Gerardo Filippo
"Salutiamo con gioia il nuovo presidio di legalità"
E' con animo grato che intendo rivolgere al Generale di Brigata Michele Franzè, Comandante della Regione Carabinieri "Puglia", a S.E. il Prefetto di Lecce Dr. Giovanni D'Onofrio, al Comandante Provinciale Ten. Col. Francesco Benedetto, a S.E. Domenico Caliandro Vescovo della nostra Diocesi, all'Avv. Lorenzo Ria Presidente della Provincia, al Sindaco di Seclì Avv. Enrico Colazzo, ai colleghi Sindaci, ai Parlamentari ed a tutte le autorità presenti, il saluto della comunità di Aradeo oggi solennemente riunita per inaugurare ufficialmente i locali della nuova Stazione dei Carabinieri che ha competenza sui territori di Aradeo e Secli.
Le autorità qui presenti, alle quali va il mio personale ringraziamento unitamente alla gratitudine di tutta la comunità, rendono la giornata odierna grandemente significativa e la cerimonia particolarmente solenne.
L'occasione è data dalla inaugurazione della nuova Stazione dei Carabinieri e dei locali annessi che ospitano gli alloggi di servizio. Una struttura moderna, dignitosa, efficiente, concepita secondo i più attuali canoni tecnici e logistici, capace di assolvere da un punto di vista strutturale alla funzione di punto di riferimento visibile per il territorio di competenza, ove la sicurezza dei cittadini rappresenta un bene irrinunciabile ed un valore degno di ogni tutela.
I nuovi locali ci fanno entrare concretamente e visivamente, anche nella nostra piccola realtà comunale, nella moderna dimensione nella quale oggi opera l'Arma dei Carabinieri, pronta, al passo con i tempi, per adempiere ai doveri istituzionali di sempre affrontando con successo anche la sfida della modernità, della professionalità, della competenza, dell'era multimediale, ma avendo costantemente stampati nel cuore e nell'anima i valori eterni ai quali da sempre fa riferimento e che hanno reso, ormai nei secoli, l'Arma dei Carabinieri unica nel mondo per la sua proverbiale fedeltà alle istituzioni ed al popolo.
I più anziani tra i presenti non possono non ricordare che per molti decenni i Carabinieri, ad Aradeo, sono stati ubicati nei vecchi locali di proprietà del Comune, da tempo ormai carenti, non più idonei, molto diversi da questa vostra e nostra nuova e moderna casa, accolta con gioia dalla cittadinanza, realizzata grazie alla simbiosi tra interesse pubblico ed iniziativa privata e resa possibile dalla lungimiranza della Pubblica amministrazione che ha opportunamente utilizzato gli strumenti di una, all'epoca, innovativa legislazione regionale in materia di variante urbanistica.
A quella vecchia caserma, che rappresenta per Aradeo un pezzo di storia, il nostro popolo era affezionato. A me piace ricordare oggi, mentre inauguriamo questa splendida struttura, che quei locali che hanno ospitato per tanti anni il "maresciallo" punto di riferimento della gente per bene, il "brigadiere" figlio del popolo ed al servizio del popolo, il "carabiniere" amico della gente comune, in una parola "la legge", come si diceva un tempo. Adesso ospita associazioni di volontariato e, tra questa,. la Protezione Civile, con l'obiettivo per la Pubblica Amministrazione di poter realizzare una vera e propria "casa del volontariato" che rappresenta per certi nobili aspetti un segno di continuità con l'Arma dei Carabinieri, i suoi valori e la sua storia.
Tutto questo ha un significato molto grande per la comunità, che sente l'appartenenza dei valori fondamentali della solidarietà, del senso del dovere, dell'altruismo, ma anche della legalità e della sicurezza.
E' con riferimento a questi valori che il popolo di Aradeo, dopo essersi entusiasmato e commosso sulle note della Fanfara del 10° Battaglione "Campania" nella splendida cornice della nostra Chiesa Madre, oggi, Signor Generale, si stringe attorno ai suoi carabinieri, figli del popolo ed essi stessi popolo, e saluta con gioia questo nuovo presidio, il quale oltre a conferire decoro accresce la sicurezza dei cittadini se non altro per il ricostituito organico le cui carenze numeriche di un tempo risultano colmate, anche se non può dirsi compiutamente soddisfatta la domanda di maggiore presenza su un territorio ampio ed alle prese con diverse emergenze.
Aradeo è nel cuore del Salento e, pur essendo una cittadina sostanzialmente tranquilla, vive come parte di un territorio più vasto i problemi che caratterizzano i nostri tempi, per cui la nostra comunità, assieme alle sue istituzioni ed alle autorità locali, si sente in prima linea sul fronte delle emergenze dei nostri giorni, tra le quali assume priorità la lotta alla criminalità, nelle diverse forme in cui si manifesta, e l'affermazione della cultura della legalità. In tutti i campi, da quello sociale a quello politico, da quello morale a quello economico. Con particolare riferimento a quest'ultimo desta preoccupazione il perdurare di una concezione colonizzatrice dell'economia che mortifica l'imprenditoria sana pur presente ed attiva nel nostro ambito regionale e che a volte si materializza, come è accaduto di recente, con la promessa illusoria di nuovi posti di lavoro che dovrebbero scaturire da una sorta di clonazione aziendale che ci auguriamo possa essere sventata in tempo perché concepita, evidentemente, al solo scopo di rastrellare finanziamenti pubblici a beneficio di pochi ed a scapito del reale sviluppo. Allo stesso modo non può non destare preoccupazione il fenomeno dell'esercizio illegale del credito, ancora rilevante nella nostra provincia nonostante i pronunciamenti giurisprudenziali e le previsioni normative che ben individuano i confini della pratica usuraria che ammazza l'economia.
Sono queste alcune emergenze che, assieme ad altre, stanno a cuore alla nostra popolazione e per le quali la fiducia nell'azione dell'Arma dei Carabinieri come sicuro punto di riferimento e presidio di legalità, è totale.
Signor Generale, Signor Prefetto, autorità tutte, oggi 20 gennaio si celebra una ricorrenza che non è del tutto fuori luogo ricordare in questa cerimonia. E' la festa di San Sebastiano, protettore dei Vigili Urbani. Consentitemi dunque di rivolgere, a nome mio personale e di ciascuno di voi, l'augurio sincero al nostro Comandante Ten. Daniela Casaluci ed a tutti i Vigili Urbani di Aradeo, di Seclì e dei Comuni qui rappresentati dai colleghi Sindaci e dalle autorità presenti. Molto spesso il Vigile urbano lavora in stretta intesa e piena collaborazione con i Carabinieri. E se questi ultimi rappresentano il primo presidio della legalità sul territorio, il Vigile urbano, con la sua divisa, testimonia la presenza dell'Ente locale sul territorio. Tutte due sono figure insostituibili verso le quali è doveroso manifestare in ogni occasione la gratitudine delle istituzioni e della comunità tutta.
Autorità e cittadini, tra qualche minuto la Signora Franca Faraone, madrina della cerimonia, taglierà il nastro della nuova Stazione dei Carabinieri. Sono lieto di poter rivolgere alla Signora Franca i sentimenti della più viva gratitudine per la sua dolcezza, la gentilezza, l'attaccamento e l'amore verso la nostra Aradeo, un amore mai disgiunto dal ricordo del compianto Dr. Luigi Minerba, per dieci anni amato Sindaco della nostra Città,
Oggi è una giornata di festa per Aradeo. Una giornata gioiosa che, sono sicuro, rimarrà per molto tempo nei nostri cuori.
Aradeo, 20 gennaio 2001
Le parole di Don Luigi
In questa chiesa gremita di gente entusiasta che ama i Carabinieri, esprimiamo la nostra stima, la nostra gratitudine, il nostro rispetto all'intera Arma dei Carabinieri: Arma Benemerita nei secoli fedele.
Quasi due secoli di vita, fedele alla sua missione, in difesa e protezione dei cittadini e delle Istituzioni.
Chi sei Tu Carabiniere depositario di fiducia da parte della gente?
Curi i feriti; assisti i moribondi; porti pace nelle famiglie. Siete la forza in difesa della giustizia.
Può la gente onesta non sentire ammirazione, stima, benevolenza, affetto?
Siete figli del popolo chiamati ad una missione delicata, nobile, difficile. Ogni giorno esponete la propria vita a rischi e pericoli per salvaguardare la nostra vita e quella delle Istituzioni.
Ve ne siamo immensamente grati; che Dio Benedica il vostro lavoro nella vostra e nostra nuova casa.
Don Luigi
La Caserma in Aradeo dall'insediamento ad oggi
Gli atti ufficiali assegnano alla Caserma di Aradeo una data di nascita: il 1930. Infatti, si ha notizia che nel 1930 la Stazione dei Carabinieri era ubicata in Piazza Municipio, attuale Piazzetta Indipendenza.
Nel 1965 la Stazione dei Carabinieri viene trasferita da Piazza Municipio in via Scalfo. All'epoca la Stazione Carabinieri di Aradeo dipendeva dalla Tenenza di Gallipoli e dalla Sezione di Galatina e aveva giurisdizione nei Comuni di Aradeo, Neviano e Seclì.
Il 20 ottobre del 1993 viene istituita la Stazione Carabinieri di Neviano.
Oggi, in via Fontana, viene inaugurata una nuova sede di recente costruzione e molto più consona allo svolgimento dei compiti dei militari dell'Arma al comando del M.llo Santo Licchelli.
Il 2001 anno internazionale del volontariato
Nostra intervista a Gianfranco Gambelli, Presidente Nazionale delle "Misericordie d'Italia"
"Ciascuno di noi sia Volontario"
L'anno internazionale del volontariato, proclamato dalle Nazioni Unite è partito dalla nostra terra. Infatti, è stato presentato a Lecce il rapporto biennale sul volontariato del 2000. Un'occasione che ha fatto scendere sino al Tacco d'Italia il ministro per la Solidarietà sociale Livia Turco e numerosi rappresentanti nazionali di Associazioni.
Per il presidente nazionale delle Misericordie d'Italia, Gianfranco Gambelli, e per il Segretario nazionale Andrea Frosini è stata anche l'occasione per far visita alla nostra Aradeo e rendersi conto di persona dell'intensa e qualificata attività sociale svolta dalla Misericordia del nostro comune, esemplarmente guidata da Vito Marchese.
In un piacevole incontro, sia pur breve, abbiamo rivolto alcune domande al dott. Gambelli.
Presidente, quali sono state le Sue impressioni sul convegno di Lecce?
Posso affermare che si è trattato di un incontro interessante e di buon livello. Speriamo che le solite promesse, almeno questa volta, siano tramutate in atti concreti.
A quali promesse si riferisce?
Il Ministro ci ha assicurato che, prima della fine della legislatura, verrà approvata la legge sul servizio civile volontario (fondamentale strumento di formazione per i giovani). Poi che il volontariato entrerà finalmente nelle scuole. Ed ancora, l'impegno per costruire uno Statuto europeo del Volontariato, per muoversi liberamente in tutti i paesi europei. Speriamo di ottenere più attenzione da parte della classe politica. Ad esempio, proprio in Puglia il 118 (numero di telefono di soccorso sanitario) non esiste. Nonostante i nostri solleciti, la Regione, inspiegabilmente, non ha avviato un servizio così prezioso in questa realtà territoriale.
Anche il Presidente della Provincia, Lorenzo Ria, e della Regione, Raffaele Fitto, hanno assicurato la costituzione dei "Centri di Servizio", mai attuati benché previsti dalla legge - quadro del settore da otto anni.
Cosa c'è nei vostri programmi?
"Misericordia" è sinonimo di soccorso. La "nostra" cultura del volontariato di ispirazione cristiana, nata in Toscana, ha 750 anni di storia.
Oggi vogliamo essere sempre più vicini ai bisogni delle classi meno abbienti con l'apertura di nuove sedi sul territorio. Non vogliamo trascurare la formazione spirituale e tecnica dei confratelli. Siamo impegnati per la creazione di un organismo che assista l'organizzazione nei supporti tecnici e logistici. Ci stiamo dotando di una nuova sede nazionale a Firenze che ci consentirà di organizzarci ancora meglio.
Costantemente siamo impegnati nel miglioramento dei nostri servizi: assistenza socio - sanitaria, trasporti in ambulanza, attenzione ai portatori di handicap, protezione civile, case di riposo e di accoglienza.
Come guardate al Salento?
Aradeo e Neviano sono due importanti realtà in un tessuto sociale che ha bisogno dei nostri servizi. Abbiamo toccato con mano l'entusiasmo e l'adesione al nostro progetto di una popolazione che ha capito il nostro volontariato, libero, indipendente, assolutamente gratuito, fatto di amore verso il prossimo bisognoso delle nostre cure. La generosa gente di questa splendida terra di Puglia, definita terra di frontiera, costantemente impegnata nell'accoglienza degli immigrati clandestini, continuamente dà prova di solidarietà vera.
Di questo e di tutto quello che voi fate ve ne siamo molto grati.
Salvatore Congedo
Le cifre del volontariato in Italia
I dati del Ministro Turco:
600 mila volontari;
(producono servizi equivalenti al lavoro retribuito di 66.800 persone).
13mila organizzazioni iscritte nei registri regionali.
Ogni 10mila abitanti:
103 volontari;
due Associazioni di volontariato.
384 progetti finanziati dallo Stato dal '92 al 2000;
14 miliardi la spesa complessiva;
37 milioni, la media di ogni progetto finanziato;
Percentuale dei progetti finanziati:
43% nel mezzogiorno;
29% nel centro;
28% nel nord.
Nel Salento i ragazzi bielorussi "Amici senza frontiere"
Una prova di grande generosità
La "Misericordia" del Salento vola in Bielorussia per mettere a punto il progetto "Amici senza frontiere 2001". Il mese scorso, una delegazione di famiglie salentine, che negli anni passati hanno ospitato i ragazzi bielorussi, accompagnata dal Governatore della "Misericordia" di Aradeo promotrice dell'iniziativa per il Sud - Italia, è tornata da Minsk e Grodno, dove ha incontrato i responsabili della "Misericordia" di quella nazione e ha concordato con loro le procedure per far giungere da noi, la prossima estate, ragazzi bisognosi di cure climatiche.
E' scientificamente provato che il nostro clima, il sole e il mare del Salento favoriscono la sana crescita dei tanti ragazzi contaminati dalla fuoriuscita delle radiazioni avvenuta a Chernobyl nel 1986. La delegazione salentina ha potuto rendersi conto di persona di quanto sia stata efficace la cura di iodio di cui hanno potuto beneficiare i tanti ragazzi, nostri graditi ospiti negli anni passati, che con la nostra provincia hanno ormai instaurato legami affettivi e di amicizia con tante famiglie.
"Abbiamo incontrato i ragazzi nei loro Istituti, - afferma Vito Marchese Governatore della "Misericordia" di Aradeo, - con i loro responsabili Valentina Kolosova della Misericordia bielorussa e Maria Biriukova responsabile del settore sanità; abbiamo anche avuto modo di visitare un piccolo ospedale riabilitativo per i ragazzi portatori di handicap. Siamo stati accolti con calore e ci hanno coperto di tantissime attenzioni. Tutti hanno espresso un grande ringraziamento per la nostra opera umanitaria in favore di tanti ragazzi sfortunati e innocenti chiamati a pagare, con la proprie sofferenze, le conseguenze della grande catastrofe ambientale che ha colpito il loro paese. Il popolo bielorusso è un popolo laborioso che ha tanta voglia di ricominciare, è gente di grande dignità, con una grande voglia di apertura verso le nazioni dell'Europa Unita.
Se le frontiere sono state abbattute per gli affari commerciali - conclude Marchese - la squisita disponibilità di tante famiglie salentine abbatterà anche quelle che impediscono la solidarietà e l'amore fraterno senza colore di razza".
L'iniziativa, giunta al 6° anno consecutivo, è resa possibile grazie alle tante famiglie che, facendosi carico di non poche spese e di tanta responsabilità, ospitano nelle proprie case i ragazzi, ma anche alla fattiva collaborazione e al sostegno dell'Amministrazione Provinciale di Lecce, di tanti sindaci ed enti sensibili al problema.
Per la prossima estate, è stato già concordato l'arrivo di sessanta ragazzi da destinare alle famiglie di Aradeo, Poggiardo e Santa Cesarea Terme che ne faranno richiesta, contattando l'associazione di Aradeo al numero telefonico 0836 550127 o la signora Anna Apollonio al n. 0836 619836.
Ancora una volta, sarà messo alla prova il grande cuore del Salento.
Salvatore Congedo
L'"INCONTRO" dei Ministranti
Il 30 dicembre 2000 i ministranti della Parrocchia San Rocco e della Parrocchia San Nicola hanno vissuto un'esperienza nuova ed avvincente. Grazie al suggerimento del nostro seminarista Lorenzo, siamo partiti per vivere una giornata di spiritualità presso i missionari della Consolata a Galatina. L'obiettivo era quello di far capire ai ragazzi la disponibilità a voler vivere l'esperienza intensa con Gesù unico e vero amico insieme ai fratelli convenuti nello stesso luogo per vivere la stessa esperienza. E' stato un momento importante di incontro; anche la giornata è stata propizia perché splendeva un bel sole. Al mattino, noi, oltre al necessario, abbiamo messo nel nostro zainetto la giusta dose di grinta e di entusiasmo, oltre a tanta voglia di crederci fino infondo. L'affiatamento tra noi non è certo mancato, anzi si è maggiormente rafforzato. Il nostro entusiasmo e la voglia di divertirci hanno perfino coinvolto e travolto Padre James, il quale, dopo aver presieduto la celebrazione Eucaristica, non ha voluto perdere neppure un attimo per stare tra noi. La sua omelia si è trasformata in un'intervista fatta dai ragazzi circa la sua missionarietà. L'impegno di Don Piero, di tutti i nostri giovani che hanno animato la giornata è stato davvero tanto. Insieme abbiamo pregato, e quanto abbiamo pregato! Abbiamo messo l'anima nei giochi a squadre, ci siamo divertiti, abbiamo cantato, gridato, saltato gioiendo insieme. E in tutto questo, anche se a volte non ce ne siamo accorti, c'era anche il Signore. C'era nel gioco, nella preghiera, c'era quando abbiamo perso, quando abbiamo vinto. C'era nei momenti di tensione, di paura che qualcuno si facesse male. Invece no, è andato tutto bene! Ebbene, Gesù, grazie di questo momento, anche se per quel giorno ho sacrificato un po' la mia famiglia. Di quel giorno è rimasta la gioia, forse anche più autentica di sapere che si può gioire anche solo del grande dono dello stare insieme, dell'amicizia e del fatto che il Signore ci ha chiamati per essere suoi. E' stato un modo per crescere e per abbandonarci e donare al Signore i nostri sforzi. Solo a Lui la gioia di sapere se il seme che abbiamo gettato in quel giorno porterà i suoi frutti. Noi ministranti non dimentichiamo mai ciò che scriveva il nostro protettore San Domenico Savio: "Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri". Concludo, non dimenticando mai che i piccoli sono la verità con il muso sporco, la sapienza con il ciuffo spettinato, la speranza con i rollerblade.
Luigina Manta
"Ripartiamo da Cristo"
Con queste belle parole e con questa esortazione del Papa, rivolta ai cattolici ed ai cristiani del mondo intero, alla chiusura della Porta Santa, apprestiamoci a vivere con rinnovato impegno il "Tempo Forte" della Quaresima, che ci porterà verso la Pasqua del 2001.
La nostra Parrocchia di S. Rocco, con la riunione del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha preparato il suo itinerario che prevede:
le solenni quarant'ore nei giorni: 4-5 e 6 marzo;
la Via Crucis ogni venerdì in Chiesa dopo la S. Messa della sera;
una solenne Via Crucis per le vie della Parrocchia il 1° aprile;
ogni mercoledì, a conclusione dei Cenacoli della Parola nelle famiglie della parrocchia, la Stazione Quaresimale.
La sera del 18 marzo, vigilia della Solennità di San Giuseppe:
celebrazione degli anniversari di matrimonio delle coppie che compiono 5 - 10 - 15. e 20 anni di matrimonio.
Sabato 29 marzo: Solenne celebrazione della 1° confessione per i nostri bambini del II corso.
La celebrazione della Passione per le vie della città da parte dei giovani la sera della domenica delle Palme.
I Riti Solenni della Settimana Santa con la confessione comunitaria il Lunedì Santo a sera.
Sono, queste, occasioni preziose che non dobbiamo lasciarci sfuggire, se vogliamo celebrare bene la PASQUA DI GESU' RISORTO, che poi è sempre la celebrazione della nostra Pasqua di conversione, di perdono e gioioso "ALLELUJA".
Don Antonio Congedo
DALLA PARROCCHIA DI SAN ROCCO
Hanno ricevuto il battesimo:
Antelmi Lucia Sofia di Luigi e Russo Cosima;
Marra Annachiara di Sergio e Paoli Lucia;
Giustizieri Cristina di Massimo e Greco Cosima;
Musca Simone di Antonio e Carovini Rossana
Hanno ricevuto il Sacramento del matrimonio:
Apollonio Carlo e Sindaco Dolores Fabiola
Hanno concluso la loro giornata terrena:
Conte Rosa di anni: 87 e Mariano Oronzo di anni: 33
ORARIO DELLE SS. MESSE
FERIALE:
Nella Chiesa Parrocchiale: ore 18.30;
Cappella Suore Benedettine: ore 7.00 (dal lunedì al venerdì).
FESTIVO:
Nella Chiesa Parrocchiale: ore 8.00 - 10.30 - 18.30;
Nella Cappella delle Suore Benedettine il SABATO: ore 18.30.
Agenda Parrocchiale
Dal 25 dicembre 2000 al 24 febbraio 2001
Hanno ricevuto il S. Battesimo:
Hanno ricevuto il Sacramento del Matrimonio:
Hanno concluso la loro giornata terrena:
Il programma della Quaresima
Mercoledì 28 febbraio, alle ore 18.00: S. Messa con l'imposizione delle Ceneri ed inizio della predicazione quaresimale.
Ogni lunedì, alle ore 18.00: recita del S. Rosario , Vespri e S. Messa.
Ogni martedì e venerdì, alle ore 18.00: S. Rosario e Via Crucis animata dai diversi settori di Azione Cattolica e dalle Associazioni religiose, gruppo catechistico e Comunità del Risorto.
Ogni giovedì, ore 18.00: S. Rosario, adorazione Eucaristica, S. Messa.
Ogni sabato, ore 18.00: recita del S. Rosario meditato e S. Messa.
Ogni domenica, ore 18.00: S. Rosario, Via crucis e S. Messa.
Il giorno della Memoria
Non solo per ricordare
Quest'anno per la prima volta, in tutta Italia, il 27 gennaio è stato ricordato lo sterminio degli Ebrei. La scelta del giorno non è casuale, perché è stato quello il giorno in cui nel 1945, è stato liberato l'ultimo campo di sterminio, Auschwitz. Noi bambini della scuola elementare di Aradeo abbiamo partecipato con interesse al "Giorno della memoria" leggendo poesie significative che ci hanno fatto capire il vero significato dello sterminio di sei milioni di Ebrei: uomini, donne e bambini venivano trattati come degli oggetti e uccisi perché considerati di una razza diversa.
Leggendo un libro con la testimonianza di una signora sopravvissuta che denuncia le crudeltà subite dal popolo ebreo, ci domandiamo come può il cuore dell'uomo arrivare a tanta cattiveria e privare gli stessi uomini della loro dignità?
Noi ragazzi non consideriamo i fatti accaduti agli Ebrei come qualcosa lontana nel tempo, ma come un feroce attentato non solo contro un popolo ma contro l'umanità.
Non dimenticheremo ciò che è accaduto, ci impegneremo perché simili atrocità non si ripetano più diffondendo forte il senso della solidarietà tra i popoli e tra le genti anche di differenti culture e colore di pelle.
Solo così il mondo sarà vaccinato contro il germe dell'intolleranza e della discriminazione di cui gli Ebrei sono stati le vittime più clamorose e speriamo le ultime che la storia ricordi.
Pensiamo inoltre che debbano essere ricordati anche tutti coloro che per difendere i valori civili, religiosi e la dignità umana, sono caduti vittime di altre persecuzioni.
Gli alunni della Scuola Elementare di via Togliatti
L'INTERVENTO: Continua il dibattito sull'Unione dei Comuni
"Scrolliamoci di dosso il "campanile" e rimbocchiamoci le maniche"
di Nicola Apollonio*
A livello di proposta, l'idea lanciata dall'Eco per costituire l'unione dei comuni di Aradeo, Seclì e Neviano appare sicuramente interessante. Anche perché, coi tempi che corrono e i costi di ogni singola iniziativa che sono divenuti astronomici, diventa assai complicato avviare a soluzione questioni di una certa consistenza. Probabilmente, è stato proprio per queste ragioni che il Parlamento ha inteso varare una legge con cui si autorizzano i Comuni ad esercitare "congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza". Restando, naturalmente, ognuno autonomo rispetto all'altro. Ma condividendo alcune scelte programmatiche e le relative strategie di realizzazione.
Sulla carta, quindi, l'istituzione dei piccoli poli in grado di creare sviluppo è più che apprezzabile. Specie quando si tratta di individuare progetti mirati che, presi singolarmente, potrebbero arenarsi sulla battigia della burocrazia e delle difficoltà finanziarie, ma che, incanalati nell'alveo delle infrastrutture di una doppia o triplice utilità, potrebbero trovare facilmente risposte più concrete e più sollecite.
E questo è l'aspetto pratico delle cose, un'occasione legislativa che Aradeo, Seclì e Neviano non dovrebbero assolutamente lasciarsi sfuggire. Ma poi vi sono le ragioni, diciamo così, sentimentali. Vi sono le invidie e i rancori, c'è l'antica voglia di un riscatto che si perde nella notte dei tempi, ci sono le motivazioni di carattere politico, quelle legate a fattori culturali e ambientali, c'è da fare i conti con le lotte intestine tra maggioranza e opposizione all'interno dello stesso Comune, vi è la disparità di giudizi su ciò che da una parte si considera giusto e dall'altra sbagliato. Tanti aspetti, insomma, che potrebbero concorrere a frenare o impoverire lo spirito di una legge sicuramente utile per la crescita civile e sociale delle nostre popolazioni.
A parole, scorrendo le cronache sull'iniziativa dell'Eco, tutti si dicono d'accordo. Ma, già nel primo tentativo di aggregazione quantomeno degli intenti, emergono subito quelle che io chiamo le "differenze campanilistiche" e le divergenze d'opinione. Qualcuno pensa, legittimamente, di dare una mano alla storia, alla natura e alle tradizioni dei tre paesi in questione; qualcun altro solleva problemi di "opportunismo politico ed elettorale"; altri ancora, con una visione meno legata alle contingenze del momento e con lo sguardo proiettato nel futuro, parlano di "gestione del territorio e delle attività economico - produttive", da pianificare con lo spirito della cooperazione.
Ecco allora che, di fronte alla possibilità di nazionalizzare i servizi ed offrire ai cittadini prospettive e normative omogenee, gli esponenti politici danno subito mano al valzer dei contrasti che pure esistono tra i reali bisogni di una comunità e quelli di un'altra. Trascurando - come spesso avviene soprattutto nelle nostre contrade per una questione meramente culturale - la necessità di ridurre al massimo gli sprechi di energie e di risorse e ottenere ciò che ora appare un tantino più difficile.
Ogni tanto, quando si discute di Nord e Sud, ricompare quasi ossessivamente la cosiddetta "questione meridionale", e si fa carico ai vari governi di averla sempre trascurata. Nessuno dei meridionali, però, si addossa la colpa di non aver saputo (o voluto) liquidare questa noiosa diatriba rimboccandosi le maniche e dandoci dentro, come altri hanno sempre fatto in casa loro. La stessa cosa, ora, potrebbe accadere con l'Unione dei Comuni: se non si mettono da parte i dissapori politici e le "differenze campanilistiche", ho paura che non se ne farà nulla. A scapito, ovviamente, di tre paesi che invece potrebbero incamminarsi, mano nella mano, su una strada lastricata di prospettive migliori.
*Direttore di"EspressoSud"
Corrispondente di "Libero"
A proposito degli "Aratos"
Per non perdere il filo conduttore dell'argomento "viaggio- intervista attraverso i fermenti artistici e culturali di Aradeo", iniziato a giugno dello scorso anno con la promessa di far conoscere ai lettori de l'Eco quanti e chi sono le persone impegnate nelle attività artistiche, culturali e musicali nel nostro paese, devo necessariamente, e per dovere di verità e cronaca, tornare un attimo indietro al precedente articolo apparso sul n. 2 di dicembre 2000, che presentava un Gruppo aradeino di musica popolare denominato "Aratos".
Mi viene gentilmente chiesto di rettificare la data di nascita del Gruppo, che nell'articolo è fissata nell'aprile del 2000 (non per sbaglio dello scrivente o del giornale), e di menzionare alcuni suoi componenti che, per motivi diversi, non hanno proseguito nell'esperienza attuale degli "Aratos".
In verità pare che il Gruppo venga messo sù, nel mese di gennaio 2000, da Luigi Stefanelli alias Gino Batteria. Gli altri componenti erano Giuliano Conte, Nico Chezzi, Antonio Mighali, Ester Primiceri e Gianni Arcuti. Il Gruppo "Aratos" così formato doveva effettuare in quel periodo, in un locale di Lecce, un provino per la nota trasmissione di Canale 5 condotta da G. Scotti, "Provini". La sorte, o la malasorte, volle che per problemi di salute Gianni Arcuti non poté parteciparvi; così fu chiamato a sostituirlo Massimo Conte. Dopo di che il Gruppo continuò senza Gianni Arcuti e con l'inserimento di Mary Tamborrino e Sonia Simone.
Il battesimo musicale del Gruppo fu tenuto nell'Oratorio Giovanni Paolo I°, il 15 febbraio 2000. Subito dopo si allontana dal Gruppo Luigi Stefanelli e, dopo un'altra serata musicale in onore degli anziani del Centro di Aradeo, abbandona l'esperienza anche Giuliano Conte.
Dopo aver sistemato questo cappello storico sul Gruppo Aratos, che intanto continua a suonare con l'attuale formazione, ed aver, credo, soddisfatto i capi storici e fondatori del Gruppo, vi rimando alla prossima intervista su queste pagine.
Michele Bovino
La Pagina del Comune
A cura dell'Amministrazione comunale di Aradeo
Settore Servizi Sociali: riaperti i termini per i canoni di affitto
L'Amministrazione Comunale informa i cittadini che sono riaperti i termini per la presentazione delle domande di contributo per le spese relative al canone di affitto, sostenute nell'anno 1999. Possono avere il contributo i cittadini che ancora non lo hanno ottenuto oppure che non lo hanno già richiesto. Le domande devono essere corredate da dichiarazione sulla situazione economica del nucleo familiare e devono essere redatte su appositi stampati, da ritirare presso l'Ufficio Servizi Sociali del Comune. Il termine di scadenza per la presentazione delle domande è fissato al 9 aprile 2001. Comunque, l'Ufficio Servizi Sociali è a disposizione dei cittadini per ogni delucidazione in merito.
Corsi di lingua inglese per i bambini della scuola materna comunale
E' in fase di avvio una iniziativa importante per la completezza della formazione di base dei bambini della Scuola Materna Comunale "L. Grassi". L'Amministrazione Comunale ha, infatti, affidato in via sperimentale e per il periodo che va da febbraio a giugno 2001 un progetto, predisposto dalla Cooperativa Sociale "Rosa Luxemburg", relativo all'introduzione della lingua inglese nella Scuola Materna Comunale. L'Amministrazione viene, dunque, incontro alle esigenze espresse in qualche occasione d'incontro con i genitori che hanno rappresentato l'utilità della lingua inglese nell'ambito dell'attività didattica.
"Lo studio di una lingua straniera - ha dichiarato l'Assessore ai Servizi Sociali Mario Cuppone - fornisce grandi stimoli per ampliare il proprio orizzonte culturale in funzione di una prospettiva europea in cui non si può prescindere "dall'obbligo" di possedere almeno le basi indispensabili per comunicare più facilmente con i cittadini di altri Paesi. Con quest'iniziativa rivolta già alla prima infanzia, l'Amministrazione Comunale ha inteso contribuire alla formazione di una scuola a passo con i tempi".
Progetto di valorizzazione turistica
E' stato approvato dalla Giunta Comunale un protocollo d'intesa, nel rispetto delle procedure fissate dal POR Regione Puglia 2000/2006, che prevede la presentazione alla Regione Puglia di una proposta di Progetto Integrato Settoriale finalizzata alla valorizzazione del turismo - cultura, insieme ai Comuni di Vernole, Copertino, Corigliano d'Otranto, Gallipoli, Leverano, Melendugno, Otranto, attraverso la realizzazione di interventi coordinati ed integrati riguardanti misure come, ad esempio, la difesa del suolo, interventi di adeguamento e completamento degli schemi idrici, salvaguardia e valorizzazione dei beni naturali e ambientali, formazione e sostegno all'Imprenditorialità, valorizzazione e tutela del patrimonio culturale pubblico e miglioramento dell'offerta e della qualità dei servizi culturali, valorizzazione patrimonio rurale, promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro, diversificazione delle attività delle imprese agricole, risorse umane, informazione, miglioramento qualità dell'ambiente, aiuti al commercio, potenziamento infrastrutture di supporto al settore turistico, attività di promozione turistica, potenziamento e sviluppo dei profili professionali nella pubblica amministrazione e quant'altro abbia attinenza con il settore turismo. I predetti interventi si programmeranno nell'ampio territorio in cui ricadono i Comuni prima citati, ovviamente Aradeo compreso.
Il Sindaco Gerardo Filippo sostiene che "Questa è una delle tante iniziative su cui si muove l'Amministrazione Comunale sempre attenta a valorizzare ciò che di positivo può proporre il nostro paese"
Notizie dal Centro "Informagiovani"
Il Comune di Aradeo, con il proprio sportello Informagiovani, ha aderito al "1° Salone dell'Orientamento e della Formazione" che si terrà a Galatina, presso il Quartiere Fieristico, nei giorni 8-9-10 marzo 2001. L'iniziativa è la prima manifestazione regionale del settore che intende offrire una rappresentazione dell'offerta di formazione scolastica, universitaria; fonti informative per l'inserimento nel mercato locale, nazionale e europeo. I giovani attenti avranno così l'opportunità di essere aggiornati sulla formazione professionale, di entrare in relazione e di scambiarsi "informazioni sulle formazioni". Lo sportello Informagiovani di Aradeo, cogliendo l'occasione per ribadire la presenza costante sul territorio aradeino a fianco dei giovani, sarà presente con un proprio stand insieme ad altri sportelli della provincia, alle Università, alle Scuole Superiori, ecc., proponendosi come punto di riferimento e di aiuto nell'orientamento per i giovani aradeini.
I combattenti in gita
La sezione di Aradeo dell'Associazione Nazionale Combattenti ha organizzato una gita sociale che ha avuto come meta il Glorioso "36° Stormo di Gioia del Colle" di Bari.
I soci, accolti con grande ospitalità e affettuosità dal Comandante Col. Pilota Sandro Ciancatti, hanno avuto così la possibilità di visitare ed apprezzare una delle più importanti basi dell'Aeronautica Italiana al servizio della sicurezza dell'intero territorio nazionale. Si è trattato di una splendida giornata che si è voluta rendere memorabile con lo scambio delle targhe che i soci dell'Associazione custodiranno orgogliosamente presso la propria sede.
Auguri
a mamma Graziella e a papà Nino
che hanno compiuto 50 anni
di matrimonio pieni di bontà e di fede
Aradeo, lì 17 febbraio 2001